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lunedì 23 agosto 2010

No Serena No party




Nel bene e nel male c'è sempre lei l'Ortolani. Con uno slogan metereologico la potremmo chiamare "Serena variabile". Lei è una grande campionessa, dotata di tecnica da manuale del volley e di grinta da vendere. Quando è "Serena" sa essere una grande trascinatrice della squadra, quando è "variabile" è tutta un'altra partita. Purtroppo se proprio dovessimo trovare un difetto per il martello della nazionale non potremmo che tirar fuori la discontinuità. Lo si è visto anche nello scorso campionato con la Foppapedretti. Quando Serena ha smesso di essere Serena la Foppa ha vacillato fino a perdere campionato e coppa Italia. Quando Serena è stata in forma la Foppa ha volato. Utile la sostituzione provata da Micelli con la giovanissima e promettente Bosetti che ha prodotto qualche risultato, ma non è nemmeno lontanamente la stessa cosa di una Serena in forma. Del resto il ruolo dell'Ortolani non è semplice

mercoledì 11 agosto 2010

Il cerchio della perfezione

La Nazionale
Rieccomi a scrivere dopo diverso tempo. L'argomento però non è nuovo, un argomento trattato spesso perchè sentito molto. Quello delle volley rosa. Sì perchè secondo è un sport perfetto nel senso che mette in luce, esalta, quello che è l'essenza dell'essere femminile. Uno sport in cui riescono a fondersi in un'armonia perfetta eleganza, ritmo, tecnica, bellezza e determinazione. Penso che guardarla sia semplicemente spettacolo puro, meraviglia pura. Intanto le nostre ragazze azzurre si stanno battendo per l'annuale torneo mondiale chiamato World Grand Prix che quest'anno precede il mondiale propriamente detto. Intanto hanno dimostrato di saper dire la loro, rimediando ad una sconfitta al debutto con una splendida partita con il Brasile, finita 3 a 1 in nostro favore. Forza ragazze, io continuerò a seguirvi e a parlare di voi.